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Il vecchio centro abitato di San Paolo Albanese ha una trama urbanistica ed edilizia fatta di vicoli (rruga), di slarghi (sheshe) e di vicinato (gjitonia), i piccoli gruppi di case affacciate su una piazzetta comune tipici del mondo arbëresche.

Si conservano numerose case tradizionali, costruite generalmente a schiera, con murature portanti in pietra e malta povera, solai e coperture in legno; si sviluppano prevalentemente in verticale, con magazzino al piano terra, abitazione al primo piano e sottotetto adibito a deposito.

Le abitazioni, generalmente di piccole dimensioni, erano organizzate per rispondere alle esigenze della vita quotidiana. Il primo piano comprendeva una zona giorno con camino, utilizzato per cucinare e riscaldare la casa, e una zona notte. Il camino, spesso in pietra, riportava l’anno di costruzione e il monogramma del proprietario. Erano presenti inoltre il forno per la panificazione, cassapanche per la conservazione degli alimenti e dei corredi e sistemi rudimentali per la raccolta dell’acqua, in assenza di acquedotto, fognature ed energia elettrica.
Particolari elementi architettonici caratterizzavano gli esterni: architravi in legno, portali in pietra, anelli per gli animali da soma, sguinci agli angoli delle strade, comignoli e coperture in coppi, oltre a semplici cornicioni per lo scolo dell’acqua piovana.