Siamo davanti alla Chiesa Madre dell’Esaltazione della Santa Croce, edificata nel centro storico su un precedente edificio, nel 1721: qui le strutture liturgiche e le funzioni, che sono celebrate in lingua greca e albanese, sono proprie della tradizione ortodossa-bizantina, anche se la struttura architettonica è a unica navata e non a croce greca. Entriamo e osserviamo da vicino uno degli elementi più rappresentativi della tradizione delle chiese orientali: l’iconostasi. È una maestosa parete in legno che separa il presbiterio, con l’altare, dalla navata dove sostano i fedeli; al centro si aprono le porte centrali (o Porte Regali): durante la liturgia e i momenti solenni, come la celebre festa di “Croce e Basilico” il 14 settembre, il sacerdote esce in processione proprio da queste porte tenendo in mano il vassoio rituale. L’iconostasi è tutta ricoperta da icone che rappresentano scene della vita di Gesù e della Madonne, mentre numerose icone sacre sia antiche che moderne arricchiscono le pareti della chiesa, coerentemente con la teologia orientale, per la quale la chiesa rifiuta le statue tridimensionali dei santi.